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KAP-KAP

 

Dal 10 dicembre 2022 fino a giugno 2023, CasermArcheologica ospita la mostra KAP|KAP AMULETI a cura dell’Associazione Culturale Tangram di Perugia, frutto di un lungo percorso iniziato durante il tempo del primo periodo pandemico e giunto fino a noi in una nuova veste, grazie alla partecipazione di tanti giovani studenti del Professore di Arte e Immagine Michele Ticchi, docente presso l’Istituto Comprensivo Perugia 5.

La scelta di coinvolgere nei nostri spazi progetti espositivi e percorsi culturali proposti da altre associazioni, nasce dalla nostra sempre viva esigenza di creare reti tra le diverse realtà territoriali che adottano metodi e processi culturali che fanno leva sulla cittadinanza attiva e sul coinvolgimento trasversale di un pubblico eterogeneo e intergenerazionale in modo creativo e partecipativo.

L’Associazione Tangram parte da una storia che fin da subito ha catturato la nostra attenzione proprio per la loro predisposizione all’ascolto dei bisogni delle persone, ponendosi come obbiettivo quello della condivisione partecipativa in ambito artistico, culturale ed associativo.

È nata così l’idea di ospitare il loro progetto KAP|KAP AMULETI nelle sale del piano di sopra di CasermArcheologica, che da oggi vi potrà accompagnare in un viaggio incredibile di storie, persone e simboli pieni di significati poetici e umani, che vi catturerà fin dal primo sguardo.

Di seguito la storia di come si è sviluppato il progetto, dei suoi primi viaggi e di come è “sbarcato ” a CasermArcheologica.

Buona lettura.

 

“Tangram è uno spazio che si pone come obbiettivo un impegno civico oltre che artistico e culturale, utilizzando l’arte come strumento di condivisione e di leva per il superamento di confini mentali e geografici.”

 

Nel gennaio 2021, nel cuore della pandemia causata dal covid, ci siamo ritrovati tutti, senza nessuna eccezione, in una situazione surreale che nessuno avrebbe mai potuto immaginare, tutti rinchiusi nelle nostre case …

In quell’occasione l’Associazione Culturale Tangram fece un appello rivolto a tutti, artisti e non. Una richiesta di partecipazione a un’azione collettiva tra l’apotropaico, l’artistico e il giocoso: una “Chiamata alle Arti” per la realizzazione di un proprio amuleto contemporaneo. L’iniziativa fu anche diffusa presso alcuni centri diurni con utenti psichici.

Alla chiamata hanno risposto in 130!

 

La 1° mostra si è svolta presso il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria nel settembre del 2021.

La 2° mostra svoltasi a dicembre del 2021, è stata riformulata insieme alla direttrice del Museo Archeologico, Dott.ssa Maria Angela Turchetti con la quale abbiamo suddiviso gli amuleti contemporanei in aree tematiche, affiancandoli agli amuleti antichi, etruschi e romani. In questo confronto sono emerse quante similitudini ci fossero tra gli amuleti, indipendentemente dal periodo storico e dal luogo geografico. Gli amuleti rimangono quel piccolo “strumento magico” che ci aiuta a superare un periodo e/o una situazione di disagio dandoci forza.

In questa 3° tappa a Sansepolcro presso CasermArcheologica,“Kap Kap amuleti – Gli amuleti in viaggio” si sono aggiunti gli amuleti di circa 80 studenti della Scuola Secondaria di 1° grado Istituto Comprensivo Perugia 5, grazie al coinvolgimento dell’insegnante d’arte Prof.Michele Ticchi. “L’esperienza si è rivelata più che positiva per l’impegno e la partecipazione mostrati dagli alunni e perché ha confermato quanto sia importante, soprattutto a questa età, stimolare la loro immaginazione e la loro capacità creativa. Anche se i risultati possono apparire semplici, non vanno comunque sottovalutate la loro capacità di pensiero e di realizzazione, sempre da rapportare all’età.

A voi l’osservazione – benevola, mi raccomando – di quello che questi ragazzi tra i 10 e i 13 anni hanno creato.”

 

Inoltre gli amuleti hanno preso voce e si confidano.

Molti partecipanti hanno descritto il proprio amuleto e grazie a un supporto multimediale è possibile ascoltarne la storia.

Le voci narranti sono di Giorgio Donati e Sophie Persello.

 

Presentazione di Kap Kap amuleti a cura di Andrea Baffoni

“…di fronte a una condizione che ancora oggi stenta realmente a risolversi, un nuovo progetto si materializza, prendendo stavolta spunto dal tema dell’amuleto: oggetto simbolico, di rimandi magici e allegorici, oggi quanto mai espressione di un momento dove la scienza stenta a definirsi quale verità assoluta pur chiedendo, ad ognuno di noi, di agire in nome di essa, ma con nessuna certezza ed anzi ben foderati di una buona dose di cieca speranza.

La mostra proposta da Tangram assume dunque i connotati di una sfida ironica a una situazione seria. Questi amuleti a cui gli artisti si sono dedicati presentano i caratteri oggettuali degli antichi reperti archeologici, ma intrisi di una particolare valenza comunicativa. E viene da dire che la loro forza sia dovuta proprio al derivare dal lavoro degli artisti, cioè di coloro che in questa situazione hanno sperimentato la più drammatica solitudine. D’altra parte si è finalmente toccato con mano quanto la società contemporanea sia povera di contenuti, preoccupata di apparire prima ancora di essere e per questo miope ai problemi e incapace di rispondervi con decisione e maturità.

L’iniziativa di Tangram, sostenuta dal Museo Archeologico Dell’Umbria, che tra le varie collezioni ospita quella di amuleti, oggetti terapeutici e strumenti magico-religiosi messa insieme in anni di lavoro dal naturalista e antropologo Giuseppe Bellucci, tenta perciò di richiamare l’attenzione su una pratica antichissima e diffusa in ogni popolazione. Un po’ volendo ricordarci, in fondo, che al di là delle conquiste tecniche raggiunte noi restiamo, sempre e comunque, esseri umani, dove l’irrazionale gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrare la sfera dell’immaginativo che è poi la vera natura che ci consente di evolverci. Un senso irrazionale che va sempre bilanciato alla parte logica per giungere alla totale comprensione di noi e così come istinto e ragione vivono all’unisono nella creazione artistica, il senso del magico e del misterioso deve pervaderci continuamente anche in relazione al suo diretto opposto. Ricordarci sempre che, in fin dei conti, noi siamo logica e sentimento, vita intelligente ma anche espressione profonda della bellezza creativa e che tutto questo deve condurci alla totale comprensione di noi stessi nel bene e, soprattutto, di fronte al male.

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